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IL TERRITORIO:

 

Isola Capo Rizzuto è una cittadina calabrese che affaccia sul Mar Ionio, situata in provincia di Crotone, ad oggi conta una popolazione di quasi 18 mila abitanti e si estende su un territorio di circa 126 mila chilometri quadrati, tra i più grandi dell’intera regione. Il centro cittadino è un promontorio che si trova a circa quattro chilometri dal mare, mentre quasi tutte le frazioni affacciano sulla costa, le principali sono Le Castella, Capo Rizzuto, Le Cannella, Marinella e Praialonga, mentre è più internata la frazione di Sant’Anna. Tra le altre località spiccano anche Capo Piccolo, Sovereto, Ventarola e Campolongo, quest’ultima si trova anche su alcuni mano scritti medioevali col nome di Campo Longho, luogo di agricoltura, allevamento e pascoli, com’è tutt’ora. Nel centro dell'abitato di Campolongo, c'è una piccola chiesa e i ruderi di un edificio di datazione incerta, identificato come casino di nobili. L’economia del territorio si basa sull’agricoltura, la pesca e il turismo. Per quanto concerne l’agricoltura, il prodotto maggiormente apprezzato è il Finocchio, riconosciuto col marchio D.O.P e ormai conosciuto e apprezzato in tutta Europa. A farla padrona sul turismo è invece la piccola frazione di Le Castella, antico ed affascinante borgo ricco di storia e cultura. Caratteristica principale di Le Castella è senza dubbio l’imponente Castello Aragonese che si erige in mezzo al mare. Particolari i tanti negozietti sul corso principale che ne fanno del borgo uno dei più apprezzati e visitati di tutta la regione. In tema turistico però, si distinguono anche le località di Capo Rizzuto e Le Cannella, soprattutto per le straordinarie distese di spiagge e la brillantezza del mare. Tutto il territorio di Isola Capo Rizzuto conta oltre 30 chilometri di costa. Il mare intorno a Isola Capo Rizzuto è interamente protetto dall’Area Marina più vasta d’Europa, che si estende anche nella zona di Crotone fino a raggiungere un tratto di 42 chilometri di costa. L’AMP è stata istituita ufficialmente il 19 Febbraio 2002, oltre ad essere un interessante area dal punto di vista archeologico, presenta anche una grande vastità di flora e fauna marina. Nel 2014 e 2015, il territorio, si è aggiudicato la Bandiera Verde delle spiagge, autorevole riconoscimento europeo assegnato dal Fondazione per l’Educazione Ambientale.

 

 

 

STORIA:

 

Isola Capo Rizzuto è un territorio che nasconde molti segreti, tante leggende girano intorno alla nascita di quest’incantevole territorio. Intanto il nome, che spesso confonde i tanti turisti che arrivano sul territorio, non si tratta di un Isola bensì di un promontorio, ma come un Isola lega comunque la sua storia al mare. Alcuni fanno derivare il nome “Insula” dalla esistenza di alcune isole prospicienti i tre promontori “Japigi”, identificati in Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Le Castella, così denominati dalla presenza del mitico Japyx, figlio di Dedalo, uno degli artisti più valenti dell'antica Grecia. Altri studiosi, fanno derivare il nome di Isola al fatto che "Insula" era il luogo dove chi viveva godeva di diritto d'asilo. Molti invece, pensano che questo nome nasca invece dalla volgarizzazione del latino Asyla (luogo sicuro) nome che venne dato alla città quando gli abitanti si trasferirono dalla costa all'interno del territorio per meglio difendersi dalle incursioni dei pirati turchi che infestavano la zona, dunque erano isolati da Capo Rizzuto, da qui Isola di Capo Rizzuto. Più prosaicamente altri fanno risalire il nome alle costruzioni rurali romane che caratterizzavano le campagne e che erano dette "Insule", cioè costruzioni isolate che servivano da case e da magazzini per i prodotti dei campi e che erano il centro della vita contadina.L'Imperatore di CostantinopoliLeone VI (886-911), elevò Isola di Capo Rizzuto a sede vescovile. La diocesi, e quindi la cittadina,è indicata nei documenti bizantini con il termine greco “Άσυλον” che significa “luogo sacro”, dove l'uomo non può essere perseguitato. Con decreto regio del 22 Gennaio 1863, assunse definitivamente l’attuale denominazione.

 

 

Anche sulla fondazione della città circolano diverse leggende, quella che ha maggiori riscontri risale al 1200 A.C, quando un popolo proveniente dall’Africa del Nord, “Japigi”, si stabilì tra Isola Capo Rizzuto e Capo Piccolo. Questo popolo diede il proprio nomi ai promontori antistanti, “PromontoriumJapigium”, oggi conosciuto con i nomi di Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Le Castella. IJapigi provenivano dai luoghi dove poi fu eretta Cartagine, nel tempo furono poi scacciati da un altro popolo antico, i Coni (originari dell’Epiro) che si stanziarono stabilmente in Calabria, con maggiore affluenza nella zona di Umbriatico, mentre i Japigi si spostarono in Puglia. Secondo Strabone e Plinio il vecchio , ci fu la presenza di varie isole a largo dalle coste di Isola Capo Rizzuto, alcune erano ammirate per la loro particolare bellezza e una fu abitata da pescatori Bruzi. Cartografi antichi e medievali attestarono nelle loro mappe la morfologia e la toponomastica delle isole. Il numero e le dimensioni è non definito e confuso . Si conoscono i nomi di alcune delle isole: Tiris ,Meloessa , Ogigia , Eranusa e l'isola dei Dioscuri .

 

Oggi, nel centro storico vi sono avanzi del complesso fortificato cinquecentesco del Castello Feudale (in via S. Marco), eretto in periodo medievale, ampliato nel 1549, dal feudatario napoletano Giovanni Antonio Ricca; resti di torri quadrilatere angolari speronate; Reliquie delle muraglie della cortina perimetrale con pivellini. La porto del borgo medievale è "l'Orologio", sormontata da una torretta dell'orologio posteriore, che oggi divide la zona antica da quella più moderna. Sulla costa di Capo Rizzuto sorge invece la "Torre Vecchia", una torre cilindrica, con massiccia cordonatura a conci lapidei, eretta nel sec. XVI a guardia costiera contro le incursioni barbariche. La torre era custodita da un caporale e da un milite, che avevano il compito di vigilare giorno e notte e segnalare la presenza di navi sospette con particolari segnali: fumo durante il giorno e falò la notte. L'accesso all'interno della torre avveniva mediante un rustico ponte levatoio in legno.

 

 

 

LE CASTELLA:

Di particolare interesse storico invece i promontori di Isola Capo Rizzuto, su tutti il più famoso e rinomato è senza dubbio Le Castella. La storia del piccolo borgo marinaro è lunga e segue più o meno le stesse vicende dei territori circostanti. Per i suoi paesaggi che destavano ammirazioni tra i viaggiatori antichi, Le Castella fu oggetto di tante leggende e addirittura, secondo alcuni studiosi, l'isola di Calypso descritta da Omero nella sua Odissea, sarebbe da collocarsi proprio nelle vicinanze del borgo. Le Castella sarebbe dapprima nata come colonia romana (ma resti di muratura greca nel retro della fortezza potrebbero smentirla , avanzando ipotesi di un'antica Phrourion). Un patto tra Roma e Taranto di tregua bellica, stabilì che venisse fondata una colonia romana di 3000 coloni , chiamata Castra ( o Castrum ) a sorveglianza delle navi reciproche , se una delle due città oltrepassava il limite entro il quale dove navigare , allora la tregua sarebbe svanita . Alcune leggende raccontano di come Annibale si rifugiò sotto alcuni scogli della scogliera e da lì scappò dai romani, durante l'epoca delle guerre puniche. Nell'alto medioevo abbiamo pochi dati del paese, abbiamo invece alcuni dati nel basso medioevo che attestavano un benessere economico ed un incremento demografico (nel XIII sec. il borgo toccava oltre 2000 abitanti); resti di questo antico benessere sono le molte figure professionali riunite in un'unica Università avente uno stemma personale. Nel XIV sec. fino al XVI sec. seguì le vicende storiche del regno di Napoli, in alcuni momenti Le Castella fece parte attiva nell'esito dei governi , infatti , ci fu la resistenza al dominio degli aragonesi, da parte degli abitanti del borgo che erano fedeli agli Angioini. Dopo una lunga resistenza ove quasi tutta la popolazione si barricò dentro la fortezza, gli Aragonesi ebbero il dominio della fortezza e del borgo. L'evento è conosciuto come Battaglia di Le Castella, fu una serie di battaglie decisive all'interno dei Vespri siciliani . Fu durante il periodo aragonese che la fortezza prese le forme architettoniche odierne . Andrea Carafa commissionò il rifacimento della fortezza adattandolo alle moderne esigenze difensive, in particolare per rendere le mura più resistenti dai colpi di cannone . Dal XVI sec. fino al XVIII sec. il paese e la sua fortezza diventarono scenari delle invasioni turche , fu l'inizio dell'improvvisa decadenza del borgo , che durerà per molti secoli , fino al XX secolo. Gli ottomani misero a ferro e fuoco l'intero borgo, uccidendo e rapendo la quasi totalità degli abitanti. Nel 1536 il celebre corsaro barbaresco Khayr al-Din Barbarossa vi rapì Giovanni Dionigi Galeni, divenuto famoso come ammiraglio e corsaro con il nome di Uluç Ali Paşa, oggi noto col nome di Uccialì. Dal XVII sec. fino agli inizi del XX sec. il paese di Le Castella fu scarsamente abitato , infatti nel 1644 l'abitato di Le Castella fu abbandonato per ordine della corte regia . Per molti secoli rimase una località rurale dedita all'agricoltura , allevamento , pastorizia, pesca e pochi altri mestieri . Per alcuni decenni, la fortezza fece da ricovero per i pochi che possedevano terreni in luogo, in mancanza di altre difese da eventuali scorribande ottomane. È noto il resoconto del tour condotto dall'abate Saint-Non, in cui constatò lo stato di abbandono della fortezza , ridotto a rudere e le condizioni umili di vita dei pochi che abitavano nella località.

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